01.04.2020 - Flossbach von Storch

Investimenti: Ecco i principi essenziali


Investimenti: Ecco i principi essenziali

Le conseguenze economiche della crisi dovuta al coronavirus si ripercuotono anche sul patrimonio dei privati. Per questo è importante, soprattutto ora, applicare quei principi che hanno già dato prova della loro efficacia in situazioni di crisi.

Il coronavirus sta destabilizzando i mercati. Gli investitori che hanno già vissuto diverse crisi lo sanno bene: la prudenza non è mai troppa, ma il panico è dannoso. Bisogna mantenere la rotta. Per farlo servono principi chiari, da perseguire con costanza e coerenza.

Le nostre strategie d’investimento si basano su cinque linee guida, che insieme formano il “Flossbach von Storch – Pentagramm”. Questi principi sono stati concepiti quasi 20 anni fa, in occasione dello scoppio della bolla tecnologica, che aveva fatto crollare i mercati di tutto il mondo. Il “Pentagramm” costituisce ancor oggi il pilastro portante della nostra strategia e quindi di tutte le nostre decisioni d’investimento. Costantemente sviluppato nel corso degli anni, ci ha guidato in modo affidabile attraverso la crisi finanziaria, culminata nel fallimento della Lehman Brothers nel settembre 2008.

Mantenere il potere d’acquisto a lungo termine

Anche ora, durante la crisi del coronavirus, riteniamo che le nostre linee guida per gli investimenti ci collochino in una posizione di vantaggio per affrontare le difficoltà che ci attendono. Il nostro obiettivo primario è sempre stato mantenere nel medio e lungo termine il potere d’acquisto del patrimonio che ci viene affidato. In definitiva, si tratta di limitare le perdite nelle fasi di discesa, partecipando invece con convinzione a quelle di ripresa. Con le sue cinque linee guida - ossia diversificazione, valore, solvibilità, qualità e flessibilità - il “Flossbach von Storch – Pentagramm” costituisce la nostra solida base intellettuale. Siamo infatti dell’idea che qualunque strategia d’investimento dovrebbe seguire queste cinque regole chiare.

Ampia diversificazione del patrimonio

Il patrimonio dovrebbe essere sempre ampiamente diversificato, ossia ripartito in modo sensato: non è bene collocare tutto su un conto di risparmio, ma nemmeno tutto in obbligazioni, né in azioni o in metalli preziosi. Questa diversificazione riflette la consapevolezza dell’investitore di non poter prevedere il futuro, ma anche la sua volontà di prepararsi per affrontare al meglio ogni evenienza. A nostro avviso, però, diversificazione non significa solo ripartire il patrimonio in diverse classi di attività e singoli titoli, bensì suddividerlo anche in diversi ambiti valutari. Un investitore dell’area euro farebbe bene a non investire tutto il suo patrimonio nella moneta unica, ma dovrebbe scegliere anche valute “più solide”.

Infine, diversificare significa mettere insieme in modo sensato i vari tasselli del puzzle. A quanto dovrebbe ammontare la componente azionaria se il contesto economico subisse un improvviso peggioramento? Che implicazioni ha una politica monetaria ultra-espansiva sulle obbligazioni che dovrebbero stabilizzare il portafoglio ? E quanto bisognerebbe allocare in oro (anche in relazione alle altre classi di attività) affinché questo metallo prezioso possa svolgere la sua funzione assicurativa? Particolarmente importante è la selezione dei singoli titoli. In determinate fasi di mercato, titoli diversi possono rivelarsi parimenti rischiosi. La composizione di un portafoglio dipende dall’andamento del mercato dei capitali. Quali sono i fattori più importanti che influenzano le borse a lungo termine e quali i pericoli da evitare? La struttura patrimoniale dovrebbe tenerne conto ed essere abbastanza flessibile da potersi adattare nel tempo.

Rimanere flessibili, anche nei periodi di crisi

Ecco perché la flessibilità è così importante. Solo chi dispone di un cuscinetto di liquidità è in grado di sfruttare le opportunità di investimento che si potrebbero presentare. È esattamente ciò accade in tempi di crisi - quando anche le azioni o le obbligazioni di aziende solide vengono lanciate sul mercato a quotazioni di gran lunga inferiori al loro valore intrinseco. Riteniamo quindi che il termine flessibilità, e di conseguenza il termine liquidità, vadano deliberatamente interpretati in senso lato. Prima dell’acquisizione bisognerebbe valutare ogni singola attività per determinare con che facilità sarebbe vendibile in caso di necessità. A cosa serve un investimento se non c’è mercato in caso di emergenza?

La solvibilità garantisce l’operatività

Gli investitori dovrebbero prestare attenzione anche allasolvibilità, sia alla propria, che a quella degli emittenti delle azioni e delle obbligazioni che acquistano. La solvibilità è il presupposto per l’indipendenza e la capacità d’azione; al contrario, un forte indebitamento è la causa più frequente di fallimento e perdita del patrimonio. Con l’avvento del coronavirus, questo aspetto ha (purtroppo) acquisito ancora più importanza. Considerati i costi a lungo termine della crisi - dovuti al netto crollo della crescita economica, al previsto aumento delle insolvenze aziendali e al forte incremento della disoccupazione - la preoccupazione ultima degli investitori non è più solo il livello di valutazione di un emittente, ma la sua capacità di rispettare gli impegni di pagamento.

Nel lungo termine la qualità vince sempre

A nostro avviso, una caratteristica essenziale di una solida strategia d’investimento dovrebbe sempre essere la qualità degli investimenti. Non è solo in tempi di crisi che l’attenzione deve concentrarsi in primis sulla sostanza di un investimento. In tal senso, e soprattutto nei periodi di difficoltà, il criterio più importante è la stabilità dei business model, vale a dire il livello di reddito che i modelli aziendali sono in grado di generare nel lungo periodo e in particolare la loro prevedibilità. La solidità è decisiva. Le aziende corrispondono dividendi con regolarità e affidabilità? La gestione aziendale è valida? Nel lungo termine la qualità vince sempre - anche negli investimenti monetari.

Concentrarsi sul valore più che sul prezzo

Il prezzo è ciò che si paga, il valore è ciò che si riceve in cambio. Come fanno i bravi commercianti nella compravendita della propria merce, siamo convinti che anche gli investitori debbano soppesare con attenzione il valore delle società che desiderano aggiungere in portafoglio. È possibile che il prezzo superi in modo significativo il valore del potenziale investimento? O la quotazione è adeguata o, ancora meglio, inferiore all’effettivo valore? All’indomani del recente massiccio calo delle quotazioni di borsa, gli investitori attivi possono trovarsi di fronte a opportunità selettive. Tuttavia, non dovrebbero mai lasciarsi guidare solo dagli eccessi - in positivo o in negativo - dei mercati azionari, ma piuttosto soppesare sempre il vero valore di un investimento.

Le cinque linee guida per gli investimenti - diversificazione, qualità degli investimenti, flessibilità, solvibilità e valore - sono alla base di ogni nostra decisione di investimento, non solo in tempi di crisi. Sono un muro immaginario contro le tempeste ricorrenti sulle Borse. Eppure, nonostante la protezione offerta da questo muro, non è detto che l’investitore sia totalmente immune dalle perdite. Ci sono fluttuazioni di prezzo su ogni mercato, compresa la borsa. Purtroppo, negli investimenti monetari non c’è una polizza Kasco, anche se in molti la vorrebbero. Ecco perché, per superare le tempeste, bisognerebbe affidarsi a una strategia d’investimento che punta tutto sulla solidità. Mantenere il potere d’acquisto del patrimonio a lungo termine e sfruttare i potenziali rendimenti.

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