03.09.2019 - Sven Langenhan

Tassi negativi? Niente paura!


Bloomberg

I rendimenti dei titoli obbligazionari continuano a calare. È arrivato il momento di abbandonare le vecchie abitudini, ma con la giusta strategia, questa classe di attività può continuare a giocare un ruolo determinante anche in futuro.

Beim Blick auf die Zinsen dürfte dem ein oder anderen Anleger wohl allmählich angst und bange werden. Als sicher geltende Anleihen rentieren tief im Minus. Zudem sind die Risikoaufschläge von Bonds schwächerer Kreditqualität zuletzt ebenfalls deutlich gefallen. Die aktuelle Lage im Überblick:

  • I titoli di Stato decennali producono un rendimento negativo in circa dodici paesi OCSE (dati a fine agosto). Lo stesso vale per la maggior parte delle obbligazioni governative dell’Eurozona e, nel caso dei titoli di Stato tedeschi, addirittura per tutte le scadenze fino a 30 anni.
  • A subire la contrazione maggiore di recente è stato soprattutto il segmento “long”, ossia i rendimenti dei titoli a lunghissima scadenza. Il mercato è dell’idea che questo scenario di tassi negativi sia destinato a perdurare per molto tempo a venire.

  • In Italia, il tasso d’interesse dei decennali è recentemente sceso sotto la soglia dell’1% ed è quindi inferiore al tasso di inflazione in Germania e nell’Eurozona. Giusto per fare un confronto, in Spagna e in Portogallo i rendimenti attuali si attestano a un buon 0,1% mentre in Grecia si sale anche all’1,7%.

  • Al netto dell’inflazione, dunque, l’unica cosa certa per gli investitori statici, focalizzati esclusivamente sulle rendite annue, è la svalutazione del patrimonio. Ultimamente, il rendimento di un titolo di Stato tedesco legato all’inflazione con durata residua di poco meno di 27 anni è sceso a meno dell’1,5%. A queste condizioni – e sempre presupponendo una protezione dall’inflazione – la svalutazione alla scadenza sarà superiore al 35%.

  • I tassi di rendimento sono calati anche per i titoli di Stato USA. Includendo i costi della copertura valutaria, nemmeno i titoli decennali rappresentano più la scelta ideale per mantenere il valore reale del patrimonio.

  • Inoltre, anche nell’universo societario, sono sempre di più le obbligazioni con rendimenti negativi, compresi i titoli a lungo termine delle grandi società.

A nostro avviso, da questa panoramica, certamente integrabile, emerge un aspetto chiaro: gli investitori che si limitano ad acquistare obbligazioni di buona qualità con l’intento di mantenerle fino alla scadenza per riscuoterne la cedola annuale, finiscono per subire perdite reali. Molti anni fa, queste obbligazioni erano sinonimo di “rendimenti privi di rischio”. Ma nell’attuale quadro di tassi d’interesse ai minimi storici, la situazione è cambiata e la strategia “buy and hold” si è presto trasformata in un “rischio senza rendimento”. Come se non bastasse, conti alla mano, questo approccio oggi si traduce addirittura in “perdite garantite”. Ciò vale anche per gli investimenti obbligazionari passivi, come gli ETF, che si limitano a replicare il mercato, senza negoziare attivamente i singoli titoli. Per loro la cosa era già evidente in tempi in cui i tassi erano sensibilmente più elevati; secondo uno studio del Flossbach von Storch Research Institute, i gestori obbligazionari attivi sono storicamente riusciti a ottenere rendimenti più elevati rispetto ai loro omologhi passivi.

Ad ogni modo, gli investitori obbligazionari non hanno motivo di arrendersi: con una strategia flessibile e veramente attiva, che sfrutta tutte le opportunità di guadagno in un mercato obbligazionario globale che vale quasi 80 miliardi di euro, riteniamo che il reddito fisso possa confermarsi una classe di attività promettente. Un tale approccio, infatti, permette di sfruttare i movimenti opportunistici del mercato, ad esempio quando molti investitori si muovono in un’unica direzione. La classe continua a offrire molte opportunità agli investitori attivi, che possono scegliere tra diverse scadenze, classificazioni dei mutuatari e aree valutarie e intervalli di tassi, nonché controllare attivamente la duration del portafoglio (durata finanziaria). Anche l’utilizzo attivo dei contratti a termine (derivati) può contribuire a stabilizzare il valore del portafoglio e offrire opportunità di rendimento.

Siamo quindi convinti che le obbligazioni continuino a svolgere un ruolo importante per la conservazione e la crescita a lungo termine del capitale. Per lo meno se si dispone di una filosofia d’investimento chiara e pragmatica e si è in grado di sfruttare attivamente le opportunità che si presentano.

 

Sven Langenhan è Portfolio Director e membro del Fixed Income Team di Flossbach von Storch AG dal 2018. In precedenza, ha lavorato per 16 anni nel dipartimento di Wealth Management della Deutsche Bank e come responsabile della consulenza in materia di investimenti per la regione del Nord-Ovest della Germania.

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