30.04.2021 - Bert Flossbach

“La qualità prima di tutto”


“La qualità prima di tutto”

Bert Flossbach, co-fondatore e gestore del fondo Flossbach von Storch - Multiple Opportunities II commenta in questa intervista la sua strategia d’investimento e le sue aspettative per il futuro.

Com’è posizionato al momento il fondo “Multiple Opportunities”? 
La componente principale è rappresentata dai beni materiali liquidi di prim’ordine, specialmente le azioni, a cui aggiungiamo investimenti in oro (fisico e non fisico). Di recente abbiamo ulteriormente ridotto la componente obbligazionaria, mentre manteniamo una quota di liquidità sufficiente a fornirci la flessibilità necessaria per sfruttare nuove opportunità in futuro.  

Negli ultimi mesi avete modificato l’allocazione azionaria, prediligendo i cosiddetti titoli ciclici? 
No, il nostro approccio è rimasto fondamentalmente invariato. La prima cosa che guardiamo in un’azienda è il suo modello di business. Non ci concentriamo sul settore o paese di provenienza, né sulla classificazione attribuita alla società, ad esempio “value o growth”. Quello che conta è la qualità a lungo termine, che per noi significa da un lato, la resilienza del modello di business e la capacità di superare le crisi e di pianificare gli utili e, dall’altro lato, il potenziale di crescita dell’azienda. Se la società possiede queste caratteristiche, è necessario ovviamente valutare se anche il suo prezzo è adeguato o meno. A nostro parere nell’analisi aziendale non aiuta suddividere in compartimenti stagni.  

Tuttavia, ultimamente sono stati soprattutto i titoli ciclici ad essere i più richiesti in borsa, quindi proprio i titoli che la scorsa primavera avevano subito le perdite maggiori...
Per gli investitori che sono riusciti a individuare il momento giusto sul mercato è sicuramente un’ottima cosa, vista a posteriori. Il fatto è che la questione del timing non è poi così semplice. Inoltre, contraddice i nostri standard di qualità e in fin dei conti quindi anche la nostra value proposition: quando le borse crollano, vogliamo sovraperformare il mercato in generale e quando le cose vanno particolarmente bene vogliamo che i nostri clienti partecipino al rialzo. Siamo certo consapevoli del fatto che in queste fasi di ripresa gli indici pertinenti, soprattutto le azioni che fino a quel momento erano sottovalutate, saliranno probabilmente più del prezzo del fondo. Queste fasi ci sono sempre state e sempre ci saranno. In fin dei conti il nostro obiettivo è generare rendimenti interessanti a lungo termine. È questo il metro di misura del nostro successo. Siamo fermamente convinti che per tenere fede a questa proposta di valore serva un’attenzione mirata alla qualità. In altre parole, i problemi strutturali emersi tra i vincitori sui mercati finanziari nelle settimane e nei mesi scorsi non scompariranno alla fine della pandemia: rimarranno esattamente dove sono. Un modello di business vulnerabile resta tale se nell’azienda non avvengono cambiamenti fondamentali. Nella prossima crisi, le sue difficoltà torneranno a manifestarsi velocemente. Ecco perché è rischioso scommettere su una tendenza o rincorrerla.  

Come descriverebbe la struttura del vostro portafoglio azionario?
In fondo è difficile trovare aziende in grado di sostituire le obbligazioni e che allo stesso tempo offrono buone prospettive di crescita. Le prime si trovano solitamente nel classico settore dei beni di consumo, ad esempio i produttori di beni di prima necessità. Le altre, quelle in crescita, appartengono di norma al settore tecnologico, coloro che beneficiano della digitalizzazione. Alla fin fine l’importante è il giusto mix nella composizione del portafoglio: l’affidabilità da un lato, la crescita dall’altro. La struttura attuale riflette proprio questo equilibrio e siamo convinti di essere posizionati molto bene a tale riguardo.

Diceva prima che di recente la quota obbligazionaria è stata notevolmente ridotta. Intendete rinunciare del tutto a questa classe di attività in futuro? 
Considerato lo scenario dei tassi d’interesse, che molto probabilmente non cambierà di molto a lungo termine, sarà difficile che le aspettative di rendimento delle obbligazioni salgano alle stelle. Non è una novità e le carte in tavola non sono cambiate nemmeno dopo l’incremento osservato di recente. Tuttavia, le obbligazioni si confermano un’importante asset class per i portafogli misti. Ma è importante cambiare approccio: chi vuole ottenere rendimenti adeguati con le obbligazioni, deve e dovrà adottare un approccio molto più attivo e opportunista, aspettare le occasioni giuste e coglierle al volo. La strategia “buy-and-hold” non funziona più. Vista in questo contesto, l’attuale quota obbligazionaria del fondo è solo provvisoria.  

Lei si aspetta che i tassi d’interesse aumenteranno ancora? 
Nel breve termine è molto probabile e questo comporterà anche un conseguente movimento dei mercati. Considerati i livelli di indebitamento globale però, ci sentiamo di escludere un incremento duraturo. A tale proposito, il coronavirus ha impresso ulteriore slancio ad alcune tendenze già in atto: le montagne di debiti già enormi in tutto il mondo cresceranno ancora di più e per ripagarli nel lungo termine i tassi d’interesse devono restare bassi. Ecco perché un eventuale incremento dei rendimenti obbligazionari sarà molto limitato.  

La vostra opinione sull’oro è cambiata? Ultimamente il metallo prezioso non era molto richiesto …  
No, l’oro è e rimane la nostra assicurazione contro i rischi del sistema monetario e finanziario e contro una possibile perdita di fiducia nei loro confronti. È una polizza utilissima, a cui però si spera sempre di non dover ricorrere. Nel portafoglio quindi l’oro non è tanto un catalizzatore delle performance quanto più una copertura, motivo per cui non siamo particolarmente preoccupati della sua svalutazione. 

A proposito di perdita di fiducia: le criptovalute non vengono da tempo considerate il nuovo oro? 
Seguiamo molto da vicino gli sviluppi dei prezzi e bisogna ammettere che almeno parte del clamore suscitato dal denaro digitale è dovuto a un crescente scetticismo nei confronti della carta moneta. A nostro avviso però la alta attenzione è dovuta alla componente speculativa. Ecco perché siamo molto cauti su questo argomento: è un’altra tendenza che non dobbiamo inseguire.  

Nel lungo periodo l’inflazione è considerata uno dei maggiori rischi per gli investitori: giustamente? 
È molto probabile che i tassi d’inflazione tornino a livelli che non si vedono ormai da qualche anno, anche se da parte nostra non ci aspettiamo una spirale inflazionistica in grado di autoalimentarsi. Per una strategia d’investimento, più che il livello d’inflazione in sé conta sempre la correlazione tra inflazione e tassi d’interesse. In tal senso, i rendimenti reali resteranno negativi ancora per un po’, perché la BCE e la Fed statunitense non interverranno subito contro un aumento dell’inflazione né aumenteranno i tassi di riferimento. È anche per questo che nel lungo periodo le azioni di aziende d’eccellenza dovrebbero confermarsi l'asset class di gran lunga più allettante.  

 

Il Dr. Bert Flossbach è Fondatore e Amministratore di Flossbach von Storch AG a Colonia, casa madre di Flossbach von Storch Invest SA.

 

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Per informazioni dettagliate sui rischi e sulle caratteristiche del fondo/comparto si raccomanda un’attenta lettura del Prospetto, del regolamento di gestione e del KIID (Informazioni chiave per gli investitori).  Tali documenti, unitamente all’ultima relazione annuale certificata e alla relazione semestrale, unica base vincolante per l’acquisto delle quote del fondo e del rispettivo comparto, sono disponibili gratuitamente presso la società di gestione, presso la Banca depositaria, nonché sul sito internet della società di gestione all’indirizzo www.fvsinvest.lu.

 

OPPORTUNITA´

  • Politica d’investimento flessibile priva di benchmarking.
  • I rischi sono diversificati attraverso l’investimento in un’ampia gamma di classi di attivi (ad es. azioni, obbligazioni, obbligazioni convertibili e metalli preziosi [indiretto]). Il potenziale di mercato può essere sfruttato attraverso l’investimento in un’ampia gamma di attivi.
  • L’investimento in attività denominate in valute estere può influire in modo positivo sui singoli valori per via delle oscillazioni dei tassi di cambio.
  • Possono essere utilizzati derivati al fine di incrementare i rendimenti potenziali.
  • Metalli preziosi [investimento indiretto] (ad es. sotto forma di oro) possono essere utilizzati al fine di incrementare i rendimenti potenziali.

RISCHI

  • Rischi di mercato: i valori patrimoniali in cui la Società di Gestione investe per conto dei comparti comportano, oltre a opportunità di incremento del valore, anche dei rischi. Se un comparto investe direttamente o indirettamente in azioni e altre attività, è soggetto a numerose tendenze e andamenti generali, talvolta riconducibili a fattori irrazionali presenti sui mercati, in particolare sui mercati azionari. Si verificano perdite nel momento in cui il valore di mercato delle attività diminuisce rispetto al prezzo di acquisto. Se un sottoscrittore vende quote del comparto in un momento in cui il valore delle attività del comparto è diminuito rispetto al momento dell’acquisto delle quote, egli non percepirà l’intero importo investito nel comparto. Sebbene ciascun comparto aspiri alla crescita costante, questa non può essere garantita.
  • Rischi di cambio: se un comparto detiene attività denominate in valute estere, esso sarà soggetto a rischi di cambio. In caso di svalutazione della valuta estera rispetto alla valuta di riferimento del comparto, il valore delle attività detenute in valute estere diminuirà.
  • Rischi di credito: il fondo può investire parte delle relative attività in obbligazioni. Gli emittenti di tali obbligazioni possono risultare insolventi e le obbligazioni potrebbero di conseguenza perdere tutto o parte del relativo valore.
  • Rischi di variazione dei tassi d’interesse: l’investimento in titoli con un tasso d’interesse fisso è correlato alla possibilità che il tasso d’interesse corrente al momento dell’emissione di un titolo possa variare. In caso di aumento del tasso d’interesse corrente rispetto al tasso d’interesse in essere al momento dell’emissione, i titoli a tasso fisso perderanno di norma valore. Al contrario, in caso di flessione del tasso d’interesse corrente, il valore dei titoli a tasso fisso aumenterà.
  • Rischi correlati all’utilizzo di derivati: il fondo può sottoscrivere operazioni su derivati per le finalità descritte all’interno del KIID e del prospetto informativo di offerta. Ciò significa maggiori opportunità ma anche un maggiore rischio di perdite. L’uso di derivati a fini di copertura rispetto alle perdite può inoltre far diminuire le opportunità di profitto del fondo.
  • Rischi dei metalli preziosi e delle materie prime: i prezzi dei metalli preziosi e delle materie prime possono essere soggetti a forti oscillazioni di corso. Sono possibili perdite di corso.

Si raccomanda di leggere il Prospetto d´offerta, nello specifico la sezione “Informazioni sui rischi”, e il relativo allegato del comparto per informazioni sui rischi e le opportunità di questo prodotto.

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Prima dell’adesione leggere il Prospetto e le Informazioni chiave per gli investitori (KIID). Tali documenti, unitamente all’ultima relazione annuale certificata e alla relazione semestrale, unica base vincolante per l’acquisto delle quote delle quote del fondo, sono disponibili gratuitamente presso la società di gestione, presso la Banca depositaria, nonché sul sito internet della società di gestione all’indirizzo www.fvsinvest.lu. Il Prospetto e il KIID sono disponibili in lingua tedesca, inglese e italiana; i rendiconti semestrali e annuali sono disponibili in lingua tedesca e inglese.

Il valore di ogni investimento può diminuire o aumentare e l'investitore può subire una perdita totale dell'importo investito. Prima di prendere qualsiasi decisione di investimento si raccomanda di richiedere una consulenza professionale specifica.

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