15.04.2020 - Bert Flossbach

Investimenti solidi


La crisi del coronavirus ci riporta alle basi degli investimenti monetari. Come andrebbe costituito un portafoglio in grado di superare relativamente indenne le crisi e continuare a offrire opportunità a lungo termine?

Quando vent’anni fa siamo stati incaricati per la prima volta da un cliente di strutturare e gestire un patrimonio corposo, abbiamo sentito sulle nostre spalle una responsabilità enorme, che andava ben oltre i compiti che avevamo fino ad allora associato al concetto di “gestione patrimoniale”. Ci siamo resi conto che non si trattava semplicemente di amministrare un portafoglio con il banale obiettivo di sovraperformare un indice. Il mandato che avevamo ricevuto era – nel vero senso della parola – di natura esistenziale.

Grazie allo studio delle principali fasi della storia economica e borsistica e dei fallimenti, dei crolli e delle rotture ad esse associati, avevamo arricchito il nostro bagaglio di esperienze, appena ampliato anche dallo scoppio del boom tecnologico. Mai come in quel momento risultava attuale la consapevolezza che il primo sguardo va sempre rivolto ai rischi.

Vero è che un’enfasi eccessiva sui rischi non permette di conservare il patrimonio, figuriamoci di accrescerlo, ancor meno se si tiene conto delle tasse e dell’inflazione. Se si ha troppa paura di investire, si finisce inevitabilmente in un vicolo cieco, rischiando di subire perdite maggiori. L’abbiamo imparato dai periodi di forte inflazione, quando milioni di persone hanno visto andare in fumo anni di risparmi. Ponderare le opportunità e i rischi è diventato così un mantra della nostra filosofia d’investimento, che continua tutt’oggi a ispirare il nostro operato.

Attenzione alla qualità

Proprio come le persone, anche i patrimoni (o i portafogli di titoli) hanno un sistema immunitario che li difende dagli shock esogeni improvvisi e inaspettati. Ma cosa contraddistingue un buon sistema immunitario? Il portafoglio andrebbe diversificato in modo ragionevole e i singoli titoli dovrebbero avere un interessante rapporto di qualità e valore ed essere abbastanza liquidi da consentire un sufficiente margine di manovra. Per qualità noi intendiamo la portata e la sicurezza dei flussi di cassa futuri, nonché le risorse (la solvibilità) alla base dell’investimento. Il valore misura fino a che punto queste caratteristiche non sono ancora incluse nel prezzo del titolo.

Le ultime settimane sono state un “banco di prova” estremo per molti investimenti. Anche i business model presumibilmente sicuri sono stati messi in discussione dal lockdown dovuto al coronavirus e molte società hanno annullato non solo le distribuzioni di dividendi, ma persino il pagamento degli affitti. Una piccola battuta d’arresto negli affari di un’azienda può avere natura temporanea, proprio come un brutto raffreddore. Ma se le perdite innescate o accelerate dalla crisi del coronavirus diventano permanenti, il problema diventa più simile a una grave infezione virale, che ha conseguenze a lungo termine sulla salute (o sul valore dell’investimento).

Quindi, chi possiede in portafoglio azioni o obbligazioni di emittenti di settori meno resilienti, come le compagnie aeree, le banche, il turismo, l’ingegneria meccanica o le acciaierie, dovrebbe quanto meno ridurne la ponderazione, vista la loro scarsa resistenza agli shock esogeni. Lo stesso vale, naturalmente, anche per gli immobili o i beni in locazione di tali affittuari.

La solvibilità è essenziale

Nel caso di una drastica recessione, la qualità del bilancio risulta particolarmente importante. Se il debito diventa eccessivo, anche le aziende con modelli di business solidi e sostenibili rischiano il fallimento o la ricapitalizzazione forzata, il che determina in larga misura una “espropriazione” a danno degli azionisti esistenti. Anche ai detentori di obbligazioni o pagherò cambiari, che si affidano esclusivamente ai rating delle relative agenzie, la crisi del coronavirus potrebbe riservare qualche amara sorpresa, simile a quelle della crisi finanziaria del 2008/2009.

Nei prossimi mesi, gli investitori vivranno emozioni contrastanti, tra la speranza di una fine imminente della crisi e la paura di un ennesimo crollo. È improbabile che la situazione si risolva in pochi giorni o settimane e, anzi, presto dovremo imparare a conviverci. Ci sembra quindi ragionevole mantenere ancora per un po’ le parziali coperture sul mercato azionario presenti nei nostri fondi. Approfitteremo di ulteriori ribassi dei corsi per aumentare gli investimenti nelle azioni di aziende che, grazie a un buon sistema immunitario, riusciranno a ritrovare la strada della crescita dopo la crisi e, in ultima analisi, ne usciranno più forti di prima. Per farlo serve quella flessibilità che la nostra posizione di cassa ci offre in abbondanza. L’oro rimane la nostra assicurazione contro i rischi noti e meno noti del sistema finanziario, che non sono certo diminuiti durante la crisi del coronavirus (non da ultimo in vista dell’aumento del debito pubblico e di una politica monetaria ancora più espansiva).

Investimenti a lungo termine

A subire temporanee flessioni dei prezzi possono essere anche le azioni e le obbligazioni di società con business model stabili e bilanci sani, di norma abbastanza forti da sopravvivere a crisi economiche estreme senza subire danni, ma che, a crisi passata, tornano al loro livello iniziale. È ovvio che in situazioni estreme, come l’attuale lockdown, le sorprese negative non mancano, ma è altrettanto vero che una diversificazione intelligente degli investimenti permette di affrontarle al meglio. D’altro canto, chi mette tutto in un unico paniere – come fanno molti investitori immobiliari – non può dire di aver avuto sfortuna. Lo stesso vale per i prodotti d’investimento poco trasparenti, i cui rischi sono stati abilmente nascosti e si manifestano solo in caso di crisi.

Il periodo successivo al coronavirus metterà in luce la scarsa resilienza di molti investimenti prima considerati sicuri. Nell’era della repressione finanziaria che si prospetta, i titoli di Stato, i conti correnti e i libretti di risparmio perderanno lentamente ma inesorabilmente il loro potere d’acquisto. Sarebbe quindi poco saggio lasciarsi sopraffare da questa crisi e vendere titoli “di sostanza”, come le azioni, esponendosi inermi al virus dell’inflazione. Ecco perché – almeno secondo noi – la strategia più promettente a lungo termine si basa su una combinazione di diversificazione intelligente e investimenti di alta qualità.

AVVERTENZE LEGALI

Messaggio pubblicitario con finalità promozionale.

Eventuali commenti e analisi riportati nel presente documento riflettono le opinioni di Flossbach von Storch al momento della pubblicazione e possono variare in qualunque momento senza preavviso. I dati relativi a dichiarazioni riferite al futuro rispecchiano la prospettiva e le aspettative future di Flossbach von Storch. Tuttavia, i rendimenti attuali e i risultati potrebbero differire sensibilmente dalle previsioni.  Sebbene il presente documento sia stato redatto con la massima cura e attenzione, Flossbach von Storch non offre alcuna garanzia in merito ai suoi contenuti e la relativa completezza e declina ogni responsabilità per eventuali perdite che dovessero derivare dal suo utilizzo. Il valore di ogni investimento può diminuire o aumentare e l'investitore può subire una perdita totale dell'importo investito.

Il presente documento non costituisce, né deve esser interpretato come, offerta o raccomandazione alla sottoscrizione o alla vendita di strumenti finanziari. Le informazioni ivi contenute non rappresentano una consulenza di investimento né una raccomandazione di altra natura.

Tutti i diritti d’autore e ogni altro diritto, i titoli e le rivendicazioni (inclusi copyright, marchi, brevetti, diritti di proprietà intellettuale e altri diritti) inerenti e derivanti da tutte le informazioni del presente documento sono soggetti senza riserva alle disposizioni vigenti e ai diritti di proprietà del rispettivo proprietario registrato. L’utente non acquisisce alcun diritto ai relativi contenuti. Flossbach von Storch rimane titolare esclusivo del copyright sui contenuti pubblicati e redatti internamente dalla medesima. Non è consentito riprodurre o utilizzare tali contenuti, in toto o in parte, senza il consenso scritto di Flossbach von Storch.

I rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri.

© 2020 Flossbach von Storch. Tutti i diritti riservati.

Tutte le News di Flossbach von Storch

Torna al Newsroom