07.05.2020 - Flossbach von Storch

“Il portafoglio è costruito su basi solide”


Dopo il crollo dei prezzi di marzo, le borse hanno di recente evidenziato una netta ripresa. Per gli investitori il peggio è passato? In questa intervista, Bert Flossbach, gestore del fondo Flossbach von Storch - Multiple Opportunities II, parla del portafoglio e spiega perché continua a rimanere prudente.

È rimasto sorpreso dal crollo delle borse a febbraio e marzo?
Bert Flossbach:
Ci siamo chiesti relativamente presto - all’inizio dell’anno - cosa sarebbe successo se una pandemia avesse interrotto le catene di fornitura globali. La forza con cui Covid-19 ha poi colpito l’Europa ci ha comunque sorpresi.

Quando vi siete resi conto che il coronavirus non sarebbe scomparso così rapidamente?
Quando ci sono state le prime vittime in Italia e abbiamo visto immagini drammatiche al telegiornale.

Voi come avete reagito?
Fortunatamente, già a cavallo del nuovo anno, avevamo assunto un approccio più cauto e accumulato liquidità, non tanto perché sapessimo cosa sarebbe potuto succedere, ma perché le valutazioni sul mercato azionario erano notevolmente aumentate e il profilo di rischio/rendimento di alcuni titoli ci sembrava peggiorato. Quando il Covid-19 ha poi raggiunto l’Europa, abbiamo iniziato a coprire la posizione azionaria in modo sistematico, arrivando a superare metà dell’esposizione. In questo modo abbiamo per lo meno attutito la battuta d’arresto dei mercati.

Al contrario, è rimasto sorpreso dal netto recupero dei giorni e delle settimane scorse?
Una reazione di questo tipo non è insolita. Evidentemente molti operatori di mercato presumono che, con l’aiuto delle banche centrali, i governi riusciranno in qualche modo a superare la crisi.

E ce la faranno? Per le borse il peggio è passato?
Noi rimaniamo prudenti. L’economia globale sta crollando, molte aziende stanno fallendo e milioni di persone rischiano di perdere il posto di lavoro. Ci vorrà del tempo prima di poter valutare la vera portata della crisi. In questo contesto, ci sembra poco probabile che i mercati tocchino presto nuovi picchi. Di conseguenza, gran parte del portafoglio resta coperta. La volatilità è destinata ad accompagnarci ancora per un po’. Ma a lungo termine, gli investitori non possono fare a meno di azioni di prim’ordine.

Di recente avete ridotto la quota di copertura?
Sì, ma solo di pochi punti percentuali.

Quando la eliminerete del tutto?
Dipenderà dagli sviluppi futuri e, se necessario, procederemo gradualmente.

Avete sfruttato i ribassi dei prezzi per acquistare ulteriori azioni?
Sì, abbiamo ampliato le posizioni azionarie, ma solo in modo selettivo. Purtroppo, per motivi di compliance, non possiamo citare i singoli titoli, ma sono tutte realtà che definiremmo solide, aziende con business model e bilanci abbastanza sani da sopravvivere anche alle crisi più acute, uscendone addirittura rafforzate.

Come si integrano le strategie di copertura da un lato e gli acquisti selettivi dall’altro?
Le coperture si riferiscono al mercato in generale, cioè agli indici. Da questo punto di vista rimaniamo cauti, perché il mercato nel suo complesso comprende anche le aziende che stanno attraversando enormi difficoltà a causa di Covid-19 e che potrebbero non sopravvivere. In una crisi di questo tipo, è più importante che mai per gli investitori distinguere i business model validi, perché robusti, da quelli meno solidi. E poiché a volte in borsa anche le buone aziende vengono indebitamente punite, possono emergere opportunità d’investimento interessanti, che abbiamo sfruttato o intendiamo sfruttare.

Nonostante la massiccia copertura, il fondo ha recentemente beneficiato della ripresa. Quali sono stati i motivi?
L’aumento del prezzo dell’oro ci ha sicuramente aiutati, come pure l’attenzione mirata alle aziende di qualità, che tendono a recuperare più rapidamente le perdite temporanee. In ultima analisi, il nostro obiettivo è quello di costruire un portafoglio solido, in grado di sopravvivere in gran parte indenne alle crisi più gravi, cioè di attutire i drastici crolli dei prezzi e che poi trae vantaggio dalla ripresa, quando i mercati ritrovano la via del rialzo.

Ma questo significa anche rimanere indietro in caso di netta impennata dei mercati…
È un compromesso che dobbiamo accettare. La nostra mission consiste innanzitutto nel proteggere il patrimonio dei nostri investitori e, nel lungo termine, generare per loro rendimenti interessanti. È questo il metro di misura del nostro successo e non il livello di un qualunque indice.

Ha detto che il prezzo dell’oro vi ha aiutati. Che ruolo svolge l’oro nella creazione del portafoglio?
È molto importante. L’oro (non fisico) per noi offre una copertura dai rischi del sistema finanziario, come ad esempio le conseguenze a lungo termine delle politiche ultra-accomodanti delle banche centrali. Ecco perché è e rimane una componente imprescindibile del portafoglio.

A quanto ammonta la quota attuale?
A circa il 10%, con la quale ci sentiamo al momento molto tranquilli.

I governi europei stanno discutendo dei coronabond - cosa pensa di questa proposta?
Noi siamo investitori, non politici, quindi preferiamo non commentare le questioni politiche. Ad ogni modo, come convinti sostenitori dell’Europa, crediamo fermamente che la solidità della zona euro dipenda dalla prosperità economica di tutti (!) i suoi Stati Membri - a prescindere dal quadro finale e dalle misure potenzialmente necessarie. Comunque sia, riteniamo che i pacchetti di sostegno adottati finora nella zona euro non siano sufficienti ad ammortizzare l’impatto economico a lungo termine della pandemia.

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Il Dr. Bert Flossbach è Fondatore e Amministratore di Flossbach von Storch AG oltre che gestore del fondo Flossbach von Storch – Multiple Opportunities II

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