21.07.2020 - Michael Illig

È tempo di qualità


È tempo di qualità

Il coronavirus ha provocato andamenti altalenanti sui mercati azionari. Ecco perché vale la pena investire in azioni di aziende di qualità, soprattutto in periodi di crisi:

I mercati azionari globali, esposti alla crisi del coronavirus, sono in certi casi scesi quasi del 40% rispetto ai massimi di febbraio. Poi, si è verificato un forte rally azionario, così veloce come mai in precedenza. Di fronte ad oscillazioni dei prezzi così forti, molti investitori tendono a ritirarsi.

Ma per gli investitori con un orizzonte temporale a lungo termine non esistono alternative ai beni materiali, e soprattutto alle azioni. Gli enormi pacchetti di aiuti dei governi e delle banche centrali non faranno che aumentare il debito già molto elevato di alcuni paesi, con la conseguenza che i tassi d’interesse rimarranno necessariamente bassi e nel caso dei valori nominali, probabilmente sarà anche piuttosto difficile riuscire ad ottenere ancora rendimenti reali positivi.

Chi investe in azioni, deve saper accettare anche le oscillazioni sul mercato. Se nell’immediato i movimenti dei prezzi vengono influenzati per lo più dal sentiment degli operatori di mercato, prevalgono, nel lungo termine, i fondamentali, ovvero i fattori economici. Nel lungo periodo quindi, i prezzi azionari riflettono il successo o il fallimento economico delle imprese.

È soprattutto nelle fasi di mercato con forti fluttuazioni, come durante la crisi del coronavirus, che si riconosce chi fa la differenza. In questi periodi è importante avere fiducia nelle società di cui si detengono i titoli in portafoglio . Per questo motivo, l'attenzione alle aziende di qualità rappresenta da molti anni un aspetto fondamentale delle nostre linee guida per gli investimenti, che rappresentano il pilastro portante della nostra strategia d'investimento.

Ecco cosa caratterizza tali aziende di qualità e perché riteniamo che questo approccio sia particolarmente utile nei periodi più difficili:

Le prospettive di crescita e guadagno sono il simbolo di qualità 

Per noi la qualità è il risultato della prevedibilità e della sostenibilità degli utili futuri di un’azienda. Le domande importanti sono quindi: fino a che punto si può stimare l’andamento futuro di un’azienda, con che certezza continuerà a ottenere guadagni e in che misura le prospettive di crescita sono realistiche?

In tal senso, le aziende di qualità si contraddistinguono per tre criteri.

1. Mercati di sbocco interessanti e modelli di business solidi

Per prima cosa esaminiamo i mercati di sbocco nei quali un’azienda ottiene i propri ricavi. Questi devono presentare una domanda sostenuta e possibilmente in crescita e le loro condizioni devono essere relativamente prevedibili. Le nostre analisi includono anche i fattori di sostenibilità ecologica e sociale. Ad esempio, la futura domanda di combustibili fossili è minacciata dai cambiamenti climatici e il quadro giuridico in questo ambito potrebbe subire cambiamenti radicali. Poco interessanti, dal nostro punto di vista, sono inoltre quei mercati che dipendono molto dalle tendenze tecnologiche o dalle mode in rapida evoluzione.

Riteniamo infine essenziale che un’azienda possa godere di una posizione concorrenziale solida e sostenibile nei mercati di sbocco. A tal fine, il modello di business deve offrire notevoli vantaggi competitivi, difficilmente pareggiabili dalla concorrenza. Li definiamo “muri protettivi”, ai quali possono contribuire ad esempio marchi consolidati, tecnologie all’avanguardia ed economie di scala. Il risultato si riflette in un interessante rendimento del capitale investito, che rappresenta nel tempo un punto di forza rispetto alla concorrenza.

2. Bilanci resilienti

Pertanto, non importa quanto siano allettanti le prospettive a lungo termine, per ogni azienda le battute d’arresto provvisorie sono inevitabili. Tuttavia, queste fasi – come dimostra l’attuale crisi del coronavirus – sono spesso impossibili da prevedere. Ciò che possiamo benissimo valutare, invece, è la solidità di un’azienda durante queste crisi. In tal senso, oltre al modello di business, è di fondamentale importanza analizzare i bilanci. Dopotutto, anche le prospettive migliori di guadagno si rivelano inutili, se le risorse finanziarie dell’azienda non sono sufficienti ad ammortizzare i temporanei ribassi o gli shock esterni. In caso di crisi, solo le aziende con bilanci solidi riescono ad evitare svendite di beni patrimoniali, raccolte di capitali a prezzi stracciati o addirittura il fallimento. Inoltre, dispongono di un margine di manovra finanziario sufficiente a sfruttare le opportunità favorevoli che possono emergere.

3. Management capace e lungimirante

Un’azienda può realizzare appieno il suo potenziale solo se la dirigenza prepara il giusto terreno. Ecco perché cerchiamo manager competenti e integri, che pensano e agiscono come proprietari orientati al lungo termine.

La valutazione è complessa e non riguarda solo le competenze dei dirigenti, ma anche la loro motivazione e integrità, nonché il quadro organizzativo.

L’importanza di aziende di qualità durante i periodi di crisi

La nostra attenzione per le azioni di aziende di qualità si è rilevata un vantaggio anche nel corso della crisi del coronavirus. Analizzando più in dettaglio il crollo dei prezzi azionari dalla fine di febbraio del 2020, si vede che i titoli di società appartenenti ai settori sensibili al ciclo economico come i produttori di petrolio, le banche o le compagnie aeree, hanno spesso subito svalutazioni superiori al 50 %.

Per contro, le battute d’arresto delle azioni di settori difensivi come i beni di prima necessità e l’assistenza sanitaria, sono state di gran lunga più contenute e in molti casi, già a metà aprile, le società avevano recuperato la maggior parte, se non la totalità, delle perdite subite.

È stato quindi un vantaggio, che le aziende di qualità appartenessero molto spesso ai settori meno sensibili ai cicli economici, dove i guadagni sono solitamente più prevedibili. Tra questi figurano, ad esempio, i produttori di beni di consumo quotidiani come i generi alimentari o per l’igiene personale, le aziende del settore sanitario o i fornitori di software aziendali con i loro modelli di abbonamento.

Le riserve finanziarie sono di fondamentale importanza durante la crisi del coronavirus

I crolli dei prezzi nella la fase di ribasso durante la crisi del coronavirus sono stati particolarmente gravi per le aziende con prospettive di guadagno negative e bilanci deboli per il futuro. Per tali aziende non solo sono in pericolo i profitti dei prossimi trimestri, ma piuttosto il riuscire a non subire danni o perfino il riuscire a sopravvivere. Senza le rapide e massicce iniezioni di liquidità da parte delle banche centrali e dei governi, ci sarebbe stata probabilmente una grande ondata di fallimenti. Tale contesto è stato favorevole per le aziende con notevoli riserve finanziarie, che offrono al loro management abbastanza margine di manovra. Sono particolarmente avvantaggiate in tempi come questo le realtà guidate da manager capaci, con buone idee e un orientamento al lungo termine.

Infine, ma non meno importante, le profonde oscillazioni dei prezzi azionari, tipiche dei periodi di difficoltà, possono offrire nuove opportunità di acquisto per gli investitori orientati al lungo periodo. E il nostro approccio improntato sulla qualità può essere d’aiuto. Solo se si riesce a stimare con una certa affidabilità l’andamento futuro dei ricavi, è possibile stabilire se le valutazioni azionarie sono davvero convenienti.

In fin dei conti, un portafoglio di buone azioni societarie sapientemente diversificato può offrire agli investitori la fiducia di cui hanno bisogno in tempi di crisi, può resistere alle oscillazioni dei prezzi e focalizzarsi sul successo a lungo termine dei loro investimenti.

 

Michael Illig è portfolio manager presso Flossbach von Storch AG a Colonia.

 

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